Lazio e Campania

Nel Lazio, a partire dal confine con la Toscana. le dune proseguono senza soluzione di continuità quasi sino a Tarquinia, declinando man mano che ci si avvicina a Civitavecchia. Solo a sud di Ostia questo ambiente riprende un buon vigore nella zona di Capocotta, attigua alla tenuta presidenziale di Castel Porziano (parte della spiaggia e delle dune è chiusa al pubblico): nella parte di libero accesso le specie arbustive e psammofile, pur sottoposte a notevole frequentazione balneare, si presentano nel massimo splendore, con grande varietà botanica.
Se di un litorale sabbioso naturale nel Lazio si deve parlare, senz’altro è il caso del Parco Nazionale del Circeo, in cui alte dune costiere, su cui spicca, fra le numerose specie botaniche presenti, la vistosa camomilla di mare, si susseguono per vari chilometri, purtroppo inesorabilmente divise in due da una strada che d’estate si affolla di un ingombrante traffico balneare. Inoltre la fascia antedunale è pressoché assente per un fenomeno di erosione in costante peggioramento e per l’eccessivo disturbo antropico estivo. Non così nel bel litorale a nord di Sperlonga dove una fascia dunale molto ben conservata in tutte le sue componenti fa da contrasto al resto di questa spiaggia, nei dintorni di Terracina, dove erosione e urbanizzazione disinvolta hanno praticamente cambiato la fisionomia dei luoghi.

La situazione peggiora col passaggio in Campania, dove, a sud del Garigliano, troviamo alcuni frammenti di dune costiere nei dintorni della lottizzazione di Baia Domizia, non particolarmente in buone condizioni. Proseguendo, a sud dell’abitato di Mondragone si riscontra l’unico campo dunale che, a nostro parere, ha conservato un aspetto ancora grandioso: infatti qua gli insediamenti sono ancora molto limitati e sino a Torre di Pescopagano incontriamo chilometri di belle dune e anche frammenti di zone umide. Più a sud si oltrepassa la degradata foce del Volturno e per molti chilometri ingombranti fabbricati ed altri elementi di disturbo occupano i litorali campani: unica oasi una vasta area, probabilmente spianata in passato ma ora libera da insediamenti e con forte ripresa di specie spontanee della sabbia, fra cui domina la camomilla di mare (molto comune in Campania); quest’area è adiacente ad un porticciolo turistico e a un centro residenziale dotato di campi da golf, in parte realizzati sulla sabbia.
Dirigendoci verso l’ormai vicina Napoli, assistiamo da una parte ad un impressionante aumento di palazzoni in riva al mare, dall’altra alla sopravvivenza inaspettata di alcuni piccoli siti dunali, ad esempio nei pressi di Lago Patria e di Cuma. La parte meridionale di questa regione, in provincia di Salerno, piuttosto sviluppata turisticamente, deve al momento contentarsi forse solo della piccola area dunale protetta di Legambiente non lontana da Pæstum: si tratta dell’unico tratto in stato ancora accettabile dei complessi dunali originati dalla foce del Sele, di cui rimangono solo pochissimi frammenti assai degradati.
Infine qualche breve tratto di dune si trova nei pressi di Capo Palinuro.