Veneto e Friuli

Nel Veneto, alcune zone dunali si trovano naturalmente nel delta del Po, soprattutto nei cordoni sabbiosi ancora staccati dalla costa e originati dai depositi alluvionali (i cosiddetti “scanni”). La parte più interessante di questo litorale è senz’altro quella fra la foce dell’Adige e quella del Po di Levante: in particolare l’area compresa fra Rosolina a Mare e Porto Caleri, di età anteriore rispetto a tutti gli altri scanni, raccoglie il maggior numero di specie e comunità vegetali della parte veneta del delta padano.
A Porto Caleri si estende per 24 ettari il Giardino Botanico del Servizio Forestale Regionale, dotato di sentieri didattici che seguono la naturale successione vegetazionale del litorale sabbioso dalla spiaggia al bosco costiero.
Proseguendo la nostra ricognizione nelle coste venete, ricordiamo la zona di Valle Vecchia: un ambiente che veramente appare ancora ai nostri giorni selvaggio e spazioso, ciò che colpisce ancor più in una regione molto sviluppata come il Veneto; per fortuna la protezione istituita su questo sito sembra solida.

Spostandoci verso est rispetto a Valle Vecchia e superato il moderno centro balneare di Bibione, raggiungiamo la zona del faro, adiacente alla sponda destra della foce del Tagliamento; qui possiamo contare ben otto serie di dune coperte da macchia mediterranea e pini particolarmente floridi; la spiaggia invece denota evidenti segni di erosione, per cui non rimane molto spazio per le piante della sabbia, tuttavia nell’insieme anche questo posto conserva un aspetto molto naturale e insolitamente mediterraneo, rispetto ai dintorni, soprattutto per la presenza di molti lecci e filliree.
Sulla costa a est del Tagliamento, in territorio friulano, inizialmente l’ambiente originario è assente per la presenza di un porticciolo e di alcuni insediamenti turistici e balneari in località Lignano Riviera. Passando a Lignano Pineta si riscontra invece una zona boscata, protetta sin dagli anni 20 del secolo scorso, all’interno della quale sono presenti anche alcune residenze collettive; la componente arborea più frequente è il pino, marittimo o nero (quest’ultimo in parte spontaneo), accompagnato dal leccio, dal ginepro comune (anche in esemplari annosi) e dalla fillirea. A dividere la pineta dal mare un alto cordone dunale (circa 5 metri) piuttosto stretto, ma esteso per circa 1 chilometro proprio nella parte centrale del litorale di Lignano.