Invertebrati

La Pimelia bipunctata è forse l’insetto più frequente nelle nostre dune, anche perché ha buone capacità di adattamento in ambienti parzialmente antropizzati: si tratta di un Coleottero della famiglia dei Tenebrionidi, molti rappresentanti dei quali, non a caso, vivono in ambiente desertico. E’ un insetto di dimensioni piuttosto modeste, nero, con l’addome tozzo e munito di caratteristiche bande longitudinali; esso si aggira continuamente sulla sabbia, su cui lascia lunghe e delicate striature. Si nutre di detriti e animali morti. Altri Tenebrionidi rinvenibili nelle spiagge sabbiose sono il Leichenum pictum, grigiastro e variamente screziato, gli Erodius, di forma tozza e colore nero scuro, e le Tentyria.

ra i Coleotteri della sabbia forse il più caratteristico, anche se in forte flessione a causa della crescente urbanizzazione delle coste, è lo stercorario Scarabeus semipunctatus, un insetto tondeggiante, di un nero lucido, che deve il proprio nome volgare (condiviso con diverse altre specie) all’abitudine di ricercare attivamente le feci degli animali e cibarsene. Dotato di un ottimo olfatto, giunge in volo fin sugli escrementi, che scova da grande distanza, e, dopo essersene eventualmente cibato, li confeziona in pallottole, che fa rotolare sino al nido, dove verranno consumate in seguito da esso stesso o, nel periodo riproduttivo, dalla prole. Ancora fra i Coleotteri, possiamo ricordare lo Scarites laevigatus, il Carabus violaceus e i Cicindelidi: questi ultimi si distinguono per la forma slanciata e i colori brillanti, e sono muniti di lunghe e aguzze mandibole con cui afferrano e straziano le prede; inoltre quasi tutte le specie mostrano sulle elitre punteggiature o caratteristici segni a voluta. Sono praticamente cosmopoliti e prediligono le zone aride e soleggiate, quindi anche spiagge e dune, facendosi notare per il loro volo intermittente e apparentemente pesante e la loro corsa veloce sulla sabbia; nei nostri ambienti litoranei è ben nota la Cicindela lunulata.

Un altro insetto tipico delle zone sabbiose con dune è il Formicaleone (Myrmeleon formicarius), somigliante a una libellula, ma appartenente all’ordine dei Neurotteri: esso possiede quattro ali membranose trasparenti e macchiettate e si aggira lentamente sulle piante nelle ore notturne. Il suo aspetto più curioso è la consuetudine della sua larva di fare un piccolo cratere conico nella sabbia, rimanendo in agguato sul fondo e catturando così piccoli insetti, caduti inavvertitamente nella trappola.

Tra i piccoli predatori delle dune i più noti forse sono gli Imenotteri appartenenti ai generi Bembex e Ammophila . Essi, in gran parte, vivono nelle macchie, nei boschi e nei coltivi e solo pochi di loro si sono adattati al duro ambiente delle spiagge. Tra questi le Bembex sono indubbiamente le più diffuse: somiglianti a vere vespe, sono insetti scavatori, le cui femmine costruiscono una tana nella sabbia, in cui depongono le uova. Alla schiusa le larve si nutrono con le prede che la madre caccia in continuazione. L’Ammophila sabulosa, invece, adotta una strategia diversa e, se vogliamo, più efficiente. E’ un bell’insetto appariscente, provvisto di addome peduncolato e lunghe antenne ricurve, appartenente alla famiglia degli Sfecidi. Come altre specie consimili punge le prede – sempre bruchi di farfalla – in gangli vitali, così da paralizzarle. In tal modo può trasportarle al nido e ammassarle senza che si putrefacciano; e alla schiusa le larvette disporranno di carne fresca in abbondanza.

Fra gli Aracnidi possiamo ricordare uno scorpione (Euscorpius flavicaudis), che predilige in genere gli ambienti umidi e frequenta i litorali marini, e il ragno Araneus adiantum, che tesse un nido a campana sulla spiaggia, e Clubonia caerulescens , che si annida tra foglie arrotolate o in gusci vuoti di piccole chiocciole; sempre nella sabbia, talvolta scava la sua tana, dalla quale si allontana soprattutto di notte, anche la tarantola (Lycosa tarentula), un grosso ragno su cui la fantasia popolare si è sbizzarrita, attribuendogli una pericolosità del tutto immaginaria. Ricordiamo che l’unico ragno veramente pericoloso nel nostro paese è la malmignatta (Latrodectes mactans tredecimguttatus), peraltro poco diffusa quasi ovunque e semmai più tipica degli ambienti retrostanti che non della duna vera e propria. A proposito di abitudini notturne è utile riflettere sul fatto che la forte insolazione determina di giorno un forte riscaldamento del suolo sino a una certa profondità: di conseguenza alcune specie litoranee si riparano a una sufficiente quota sotto la sabbia nelle ore diurne, per uscire poi allo scoperto durante la notte; altre, la cui attività è viceversa diurna, per evitare un eccessivo surriscaldamento si muovono continuamente e rapidamente sulla sabbia.

Oltre alle specie dunicole propriamente dette talvolta può accadere, in specie dopo le mareggiate, di ritrovare in zona di duna animaletti propri della fascia più vicina al mare, come gli Anfipodi Talitridi, fra cui il più noto è la pulce di Mare (Talitrus saltator): è un Crostaceo tipico della riva del mare dove, nel bagnasciuga, si rinviene in effetti una zona fittamente cosparsa di piccoli forellini, in corrispondenza dei quali, pochi centimetri più sotto, soggiornano i talitri, che, alla pressione di occasionali pedoni, schizzano via in tutte le direzioni, in questo assomigliandosi ai loro omonimi terrestri: di altri analoghi abitanti della battigia e dei detriti spiaggiati non faremo cenno perché possono essere considerati tutto sommato ecologicamente estranei al mondo di cui stiamo parlando.