Vertebrati

Tra i Rettili ricordiamo il biacco (Coluber viridiflavus) , uno dei più grossi serpenti italiani, diffusissimo ed estremamente adattabile, tanto da poter vivere sia nelle zone umide che sulle sabbie dei litorali, dove può capitare d’incontrarlo in cerca di prede, o di scorgerne le tracce sinuose e regolari.

Le testuggini terricole vivono prevalentemente in macchie, garighe e zone coltivate delle fasce litoranee e collinari, ma è possibile sorprenderle sulle spiagge, o per lo meno scorgere le loro tracce sulla sabbia. Oggi, purtroppo, esse sono assai diminuite, o addirittura scomparse, da molte aree in cui un tempo erano comuni, e una delle principali cause sembrano essere gli incendi che devastano periodicamente i loro habitat. La specie più facilmente rinvenibile è la testuggine comune (Testudo hermanni), ma qua e là si possono trovare anche Testudo graeca e Testudo marginata, entrambe importate in Italia nei secoli passati

Comuni sulle dune sono anche il ramarro (Lacerta viridis) e la lucertola campestre (Podarcis sicula) di cui è facile incontrare le caratteristiche tracce, costituite da una linea sinuosa, disegnata dalla coda, con ai due lati le piccole impronte della zampe.

Gli Uccelli che frequentano le nostre spiagge sono molti, li ricordiamo di nuovo: alcuni Passeriformi delle zone retrostanti, le onnipresenti cornacchie, ma soprattutto una nutrita schiera di Caradriformi: innanzitutto gabbiani, poi sterne, corrieri, piovanelli (tutti rappresentati da più specie), beccacce di mare, chiurli e diversi altri ancora, nonché alcuni Anseriformi che frequentano le coste marine, come edredoni e orchi di mare. Ma quasi tutte queste specie, come già detto all’inizio, frequentano principalmente la zona di confine tra sabbie a acqua, alla ricerca di cibo. Soltanto poche fra di loro possono essere considerate più legate alla duna, in quanto qua e là, lungo le coste italiane, vi nidificano ancora; ad esse dedichiamo qualche cenno.

Cominciamo dalla beccaccia di mare (Haematopus ostralegus), che è uno dei più begli uccelli delle nostre coste: abbastanza grande, spicca per il contrasto tra le parti superiori, prevalentemente nere, e quelle inferiori, bianche, mentre becco e zampe sono rossi. Si ciba sulle rive e ogni individuo è specializzato per un particolare tipo di preda: alcuni si nutrono di vermi, altri di granchi, molti altri di Cardium o di mitili, che spezzano col robusto becco. La beccaccia di mare frequenta vari tipi di coste; in quelle sabbiose depone le uova nelle parti più elevate della spiaggia, di solito senza costruire un nido vero e proprio, ma sfruttando una piccola conca, che può essere rivestita di materiale vegetale, conchiglie o altro.

Il fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo limicolo tipico dell’ambiente ripariale e lo si trova sia sui litorali marini che tra le ghiaie dei fiumi. Sulle spiagge marine esso frequenta tipicamente la fascia compresa tra la battigia e le prime dune, becchettando in continuazione, a caccia di piccoli animali dove s”infrangono le onde. E’ facile distinguerlo da altre specie affini per il becco più corto della testa, il colore grigio scuro delle zampe e la fascia pettorale interrotta nella parte centrale; le uova, di solito tre, sono deposte in una fossetta sulla sabbia e incubate da entrambi i genitori; i piccoli, che sgusciano dalle uova dopo 24 giorni, devono difendersi da numerosi nemici: ratti, biacchi, cornacchie, gabbiani reali. I genitori, per difendere la prole, ricorrono alla ben nota e interessante “finzione” dell’ala, emettendo contemporaneamente richiami che distolgono l’attenzione degli aggressori. Anche il corriere grosso (Charadrius hiaticula) e il piccolo (Charadrius dubius) frequentano dune, spiagge e foci di fiumi. Il primo si distingue dal fratino per la fascia pettorale continua e le zampe gialle, il secondo dal primo per le ridotte dimensioni e per la linea bianca sopra il nero della fronte. Altri uccelli simili che frequentano le coste e gli estuari, ma non esclusivamente, sono i piovanelli e il gambecchio, piccoli Caradriformi con becco più lungo della testa, che si notano, durante i passi, in branchi talvolta numerosi.

Qua e là nidificante sulle nostre dune, il fraticello (Sterna albifrons) è un caradriforme, assai diverso dal fratino, nell’aspetto e nell’ecologia. E’ il più piccolo rappresentante europeo delle sterne e come tale è un grande volatore ma un pessimo camminatore, come testimoniano le corte zampette e l’andatura impacciata. Di ritorno dai quartieri equatoriali di svernamento, il fraticello frequenta i litorali e le zone di ripa, ove si riproduce in colonie più o meno numerose; le uova sono deposte in piccoli avvallamenti della sabbia e i pulcini devono affrontare la solita schiera di predatori, cui possono opporre la strategia dell’immobilità.

Ancora fra i Caradriformi, possiamo menzionare l’occhione (Burhinus oedicnemus) un burinide non esclusivo delle zone costiere, ma che talvolta viene a nidificare anche sulla sabbia . Si tratta di un uccello non piccolo, dall’aspetto bizzarro, con grandi narici e ancor più grossi occhi gialli sproporzionati rispetto al capo, messi ancor più in evidenza dal fatto di essere posizionati fra due strie, la sopracciliare bianca e l’oculare nerastra; anche l’;occhione, come altri ospiti delle dune già descritti, depone le sue due uova in una concavità assai spoglia sulla sabbia nuda, la cova viene effettuata a turno da entrambi i genitori.

Infine, fra gli uccelli di passo nei litorali sabbiosi, anche se non frequentano solo questi ambienti, ricordiamo ancora la pivieressa (Squatarola squatarola), uccello di medie dimensioni e somigliante al piviere dorato, dal quale si distingue per le ascellari nere e per la banda alare, il groppone e la coda biancastri, il chiurlo maggiore (Numenius arquata) e il chiurlo piccolo (Numenius phaeopus); questi ultimi sono animali di una certa grandezza, facilmente distinguibili entrambi per il grande becco ricurvo.