Duna Costiera di Forte dei Marmi – Lucca

L’area dunale si trova nel lungomare tra Forte dei Marmi (LU) e il Cinquale di Montignoso (MS), precisamente nella frazione di Vittoria Apuana, non lontano dalla foce del fiume Versilia e dal lago di Porta. La sua peculiarità è il fatto di essere l’unico tratto di duna costiera (500 metri lineari) di tutto il litorale toscano a nord di Viareggio (ben 30 km. di coste sabbiose oltre ai 10 Km. della costa ligure sino al promontorio di Monte Marcello, anch’esse completamente antropizzate).

I) Descrizione
Si tratta dunque dell’unica stazione dell’alta Toscana dove hanno potuto trovare naturale attecchimento e mantenimento le tipiche specie psammofile e, insieme, dell’unico sito in cui è ancora possibile reperire l’antico paesaggio della Versilia precedente allo sviluppo turistico-balneare.

Questa zona si presentava in uno stato di elevato degrado quando, agli inizi degli anni ’90, ebbe inizio la paziente opera di recupero da parte del WWF sezione di Massa Carrara. Gli interventi operati ebbero lo scopo di tentare di sottrarre tale zona dagli scempi perpetrati da moto da cross e jeep, cavalli, deltaplani ed enormi folle di bagnanti che l’assalivano durante ogni estate.

Il primo passo fu quello di recuperare un minuscolo Parco Didattico a quel tempo ricettacolo di rifiuti d’ogni genere, compresi letti, materassi etc.. Questo era l’unico sito dove si potevano osservare, oltre alle psammofite, anche arbusti e pini, piantati dall’Università di Bologna che aveva effettuato qui in passato studi sull’inquinamento da aereosol marino commissionati dal Comune di Forte dei Marmi.

II) Interventi di recupero effettuati
Qualche anno dopo (1994) l’intera area, salvo una piccola parte già concessa al Comune di Forte dei Marmi, fu presa in concessione demaniale dal WWF e nel 1995 ebbero inizio i veri e propri lavori di recupero mediante realizzazione di una idonea recinzione (con una rete e una siepe a lato strada) a scopo di contenimento del transito pedonale e protezione delle dune mediante palizzate e camminamenti a pettine in legno.

Una volta interdetta al transito dei mezzi fuoristrada e incanalato il pubblico in pochi percorsi obbligati, il risultato è stato subito evidente: tutti i varchi chiusi si sono lentamente ripopolati di vegetazione e nelle zone antistanti le dune e chiuse dai pali la sabbia si è gradualmente accumulata e ricoperta di piante pioniere, tanto che ormai si constata un regolare ripascimemto del fronte dunale, denotato dall’abbassamento medio della palizzata fronte mare di circa mezzo metro rispetto all’altezza iniziale di circa un metro; inoltre tutti i montanti sono circondati da specie psammofile nate nel frattempo.

Prima della posa delle recinzioni le macchine operatrici che allestivano la spiaggia all’inizio della stagione balneare riuscivano sempre a sottrarre la sabbia accumulata in inverno ai piedi delle dune e il campo dunale era sempre statico, quando non arretrava.

III) Specie caratteristiche
Il dato più importante è senz’altro il grande incremento degli endemismi Solidago litoralis savi e Centaurea aplolepa subciliata, oltre alla bella Anthemis maritima, che trova qui la sua unica stazione della Toscana settentrionale (non è segnalata neanche al vicino parco di Migliarino S.Rossore Massaciuccoli).

Solidago litoralis savi è specie endemica della Toscana settentrionale da Cecina sino a Bocca di Magra; peraltro attualmente a nord del parco Migliarino S.Rossore Massaciuccoli è reperibile solo alle dune di Forte dei Marmi.

Centaurea aplolepa subciliata è endemica della Toscana settentrionale e della Liguria orientale: all’oasi di Forte dei Marmi è molto frequente, anche rispetto alla densità rilevata nel vicino Parco Migliarino S, Rossore Massaciuccoli, inoltre nel resto della Versilia e Liguria è praticamente scomparsa a causa dello sviluppo turistico.

Nell’oasi sono poi reperibili anche il giglio di mare, il Cyperus Kalli (rarissimo nel Parco Migliarino SRM) e altre tipiche essenze psammofile,; come specie arbustive, presenti nelle siepi e nel piccolo parco allestito dall’Università di Bologna, ricordiamo il ginepro, la fillirea, il leccio, l’alaterno e il cisto.

Recentemente è stata acquisita dal Comune di Forte dei Marmi un’area di circa 6.000 mq.situata sul lungomare proprio di fronte all’oasi dunale, nella parte confinante con la provincia di Massa. Questo sito è l’unico in tutto il litorale versiliese dove si trovano diversi esemplari di ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus subsp. macrocarpa) secolari. Queste piante sono assortite in macchioni dalla tipica forma arrotondata aerodinamica, e vegetano insieme ad analoghi esemplari di leccio su un’antica duna adiacente alla strada, che protegge una depressione retrostante dove riscontriamo un boschetto di latifoglie d’alto fusto. Questa piccola area dunque rappresenta un frammento del tipico andamento della piana costiera dell’alta Toscana prima dello sviluppo turistico-residenziale, cioè l’alternanza di piccoli rilievi (dune) e avvallamenti (lame) paralleli al mare, che testimoniano l’avanzamento della costa nel tempo.

IV) Fruizione didattica e divulgazione
Per tornare all’attuale oasi WWF ci pare utile ricordare che l’area è frequentata regolarmente da scolaresche delle province di Massa Carrara e Lucca e talvolta riceve ospiti anche da altre località più distanti. Alle dune di Forte dei Marmi vengono spesso dedicate tesi di laurea in Scienze Naturali e Architettura; esse sono state segnalate recentemente dal consiglio dell’Orto Botanico di Pisa presieduto dal prof. F.Garbari, che ne ha raccomandato l’inserimento nelle aree protette regionali; esse sono citate in numerose pubblicazioni e articoli scientifici e documentari televisivi fra cui:

  1. U. Macchia, Soldano A. e S. – Le dune, Natura e Poesia – Poliedizioni Massa – 1994
  2. Chiusoli et. Al. – Una sperimentazione per il ripristino della vegetazione costiera della Versilia – L’Informatore Agrario – Verona XLIII (26) 1987
  3. U. Macchia – Un’area dunale protetta del WWF a Forte dei Marmi – Uccelli d’Italia, Ravenna, pagine scientifiche – gen/dic. 2000 anno XXV n. 2
  4. U. Macchia, F. Buffa – Parco Apuane e dintorni – Poliedizioni Massa 1994
  5. M. Strata – Ambienti naturali in Versilia – WWF Firenze 1996
  6. G. Ceccolini e altri – Parchi e aree protette della Toscana – Regione Toscana Firenze 2000

Questo sito, malgrado il suo indubbio valore, è tuttora esposto a molti rischi. In primo luogo, senza una chiara destinazione urbanistica (la dizione di spiaggia libera nel Piano comunale delle spiagge appare effettivamente troppo generica) e senza l’istituzione di una ben definita “area protetta” è sempre possibile, in teoria, un cambio di destinazione dell’area ai fini dello sfruttamento turistico. In secondo luogo il passaggio delle competenze del Demanio dallo Stato agli Enti Locali costituisce una grave incognita per il futuro del sito, specialmente riguardo a eventuali vendite a privati di beni demaniali. Vanno infine prese in considerazione anche le pressioni esercitate dalle attività presenti in prossimità dell’area in questione rappresentate, ad esempio, dal frequente abbandono di rifiuti da parte dei fruitori della spiaggia libera ed in modo più limitato dai clienti di un ristoro mobile presente in zona e dall’attività di un locale club velico che nei mesi estivi richiama numerosi appassionati.

Ricordiamo ancora che questo è l’unico tratto di dune dell’alta Toscana, da Viareggio sino al confine con la Liguria e costituisce dunque la sola testimonianza del paesaggio costiero sabbioso della Versilia prima dello sviluppo turistico; inoltre dalla spiaggia si gode un’ottima vista sulle Alpi Apuane e, come già detto, il sito si trova a breve distanza (3km. circa) dal lago di Porta, ultima zona umida rimasta in Versilia. In questo sito possiamo individuare le seguenti emergenze naturalistiche:

  1. Unica stazione per la Versilia di due specie psammofile endemiche: Solidago litoralis savi e Centaurea aplolepa subciliata (areale descritto più sopra)
  2. Unica stazione nota per la Toscana settentrionale di Anthemis maritima
  3. Unico sito in Versilia dove siano presenti specie erbacee e arbustive tipiche dei litorali sabbiosi fra cui Juniperus oxycedrus subspecie macrocarpa

L’area non gode per ora di alcun ufficiale regime di tutela, salvo il divieto di accesso alle dune per auto, moto etc. e la concessione demaniale del WWF, che peraltro insiste solo su due terzi dell’area. Nel recente Piano delle spiagge del Comune di Forte dei Marmi non c’è una destinazione urbanistica che parli di area protetta, ma si cita solo la dizione di “spiaggia libera”. A livello provinciale non c’è nessuna iniziativa di tutela, e neanche regionale. L’attuale regime di protezione è dunque troppo generico e inadeguato, per questo motivo il Comune di Forte dei Marmi, su sollecitazione del WWF, ne ha richiesto il riconoscimento e l’inserimento, come SIR/ANPIL (area naturale protetta di interesse locale), nel sistema di aree protette della Regione Toscana, perché l’oasi ha importanza naturalistica e paesaggistica almeno a livello regionale. Inoltre l’istituzione dell’area protetta potrebbe facilitare il recupero dei finanziamenti necessari alla gestione del sito e incrementare e favorire i seguenti indirizzi di tutela:

  1. Impedire l’accesso ai mezzi a motore, ai cavalli etc.;
  2. estendere il divieto ai pedoni e ai cani;
  3. ottenere dal Comune la pulizia manuale della spiaggia salvo emergenze e comunque creare una fascia di rispetto di almeno tre metri dalla palizzata anteduna.
  4. Garantire la protezione assoluta di specie endemiche e specie protette citate nell’allegato C della L.R. 56/2002 (Centaurea aplolepa subciliata,, Solidago litoralis savi, Pancratium maritimum) ;
  5. Favorire la protezione delle specie vegetrali di interesse regionale citate nell’allegato A della L.R. 56/2002 e presenti nell’area (Ammophila arenaria (L) Link, Eryngium maritimum L., Euphorbia paralias L. Helicrysum stoechas L., Juniperus macrocarpa . Sibth. Et Sm., Juniperus phoenicea L., Medicago marina L., Pycnocomon rutifolium (Vahl) Hoffmanss et Link, Silene conica L.)
  6. Facilitare l’incremento delle specie arbustive presenti.

Ricordiamo infine che nel sito sono già stati realizzati la staccionata, la rete di recinzione lato mare, il Parco Didattico con sentiero natura e una parziale tabellazione. Un primo intervento, se verrà istituito il SIR/ANPIL, sarà il rifacimento di tutte le palizzate, ormai largamente logorate; a seguire l’allestimento di nuovi sentieri didattici e completamento tabellazione e pannelli didattici, infine sarà indispensabile la costruzione di un piccolo punto d’informazione con eventuale alloggio per un obiettore.

V) Conferenze ed altre iniziative culturali
Il Dr. Ugo Macchia è pronto a organizzare conferenze e altre iniziative culturali sull’argomento e ricorda che è sempre disponibile, col solo rimborso delle spese di viaggio e alloggio per il montaggio, la mostra sulle dune costiere, realizzata già da qualche anno in collaborazione con le sezioni Wwf di Massa e Pisa e continuamente aggiornata, con più di cento foto in grande formato e diversi pannelli didattici.

Informazioni
L’oasi è sempre aperta al pubblico, con accesso libero, per visite guidate contattare il numero telefonico +39.050573225, oppure inviare una eM@il all’indirizzo info@duna-costiera.com
Si può raggiungere con l’autobus nella linea Forte dei Marmi-Marina di Massa o in treno alla stazione di Forte dei Marmi e con mezzi urbani sino alla località Vittoria Apuana. Ogni stagione è adatta, in particolare la primavera e l’autunno.

Links
WWF Italia – Le Oasi del del centro Italia – Oasi Dune di Forte dei Marmi
WWF Toscana